Vieni Spirito Santo!

Su ali d'aquila

Domenica 28 maggio 2023 • Pentecoste (A)


Come gli apostoli e Maria quel giorno, anche noi oggi siamo riuniti insieme, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Siamo riuniti ognuno con la propria storia, la propria vita, ma insieme. E oggi, come allora, lo Spirito viene… ma come viene? Come il Signore ci dona il suo Spirito? Le letture di questa solennità ci aiutano a vedere tre aspetti.

  1. Lo Spirito viene aiutandoci a rileggere la nostra vita. Come il popolo di Israele, i profeti e gli apostoli rischiamo anche noi oggi di cadere nello sconforto e nel peso della negatività che soffoca la nostra vita. Vediamo, ascoltiamo cosa non va, e mai ci fermiamo a rendere grazie e a cogliere il bello del nostro cammino e del nostro vissuto. Il rischio è quello di intrappolare la speranza, di soffocare la capacità di vedere il futuro come una promessa di vita e non come una minaccia. La Parola ci invita quindi a non contare solo sulle nostre forze, ma a sapersi affidare a Dio. L’uomo che desidera sostituirsi a Dio è un uomo che rimane stretto nelle sue forze, chiuso nelle sue ansie, preoccupazioni e nel suo falso benessere, come ci testimonia anche il nostro tempo. L’uomo che si affida a Dio, invece, che vede Dio come quell’aquila che sulle sue ali protegge e accompagna i suoi piccoli verso il volo della vita, è un uomo guidato dallo Spirito. Essere guidati dallo Spirito non vuol dire anzitutto essere capaci e Ravi di fare cose, ma anzitutto essere capaci di quell’ascolto profondo della nostra vita e della vita dei fratelli che ci porta a scoprire la vera lingua che Dio in tutta la storia continua a usare: la lingua della carità, la lingua di quell’amore che non chiede di fare cose, ma di vivere, la lingua di quell’amore che si interessa di te non per le prestazioni, le competenze che tu puoi dare, ma per quel dono della tua vita unico e irripetibile. Il Signore ci invita a non fermarci all’aridità della vita, ma a vedere come anche nelle povertà il suo agire è creativo, capace sempre di una nuova luce, la luce della creazione, la luce della risurrezione, la luce dello Spirito.
  2. Lo Spirito viene manifestando il dono che siamo. E’ dall’ascolto profondo della nostra vita, infatti, che noi scopriamo il nostro carisma, il dono unico che possiamo essere. Lo Spirito ci invia, ci invita a usare questo dono, ma non ci obbliga. Mai Dio obbliga la nostra libertà, ma la accompagna a una espressione piena! Il profeta Gioele ci ha invitato a vedere la sinfonia della comunità nelle diverse età. Una comunità dove gli anziani sognano un futuro, dove i giovani comprendono il presente e muovono i loro passi di scelta, dove gli adulti accompagnano e costruiscono veramente un tessuto che sappia accompagnare e non abbandonare i figli, questa è la sinfonia della comunità. E il nostro modo di essere comunità che nell’unità della sinfonia unisce i diversi carismi lo si testa nel modo di accogliere e di accompagnare chi è lontano dalla nostra fede, dal modo di giudicare, cioè di ascoltare e di porre azioni non di morte, ma di vita! Quello che noi abbiamo è veramente un dono dello Spirito se è aperto sempre alla vita vera, alla vita che accoglie, benedice, perdona, costruisce!
  3. Lo Spirito viene rivelandoci il volto di Gesù. Anche noi potremmo far seguito alle domande dei discepoli nell’ora della cena con le domande Dove sei Signore? Perché non mi ascolti? Cosa vuoi da noi?. Ma queste domande non troveranno mai risposta, perché la risposta il Signore te la da nella vita e se rileggi la tua vita nella luce dello Spirito, e quindi se veramente ti affidi. Ed è in questo affidamento che scopri come la tua vita è viva e se è viva è perché vive in Colui che ha creduto per primo in quel modo di amore che dona la vita, ma perché crede in essa ed è essa: Gesù. E la comunione allora che Lui vive con il Padre nello Spirito noi la riscopriamo nella bellezza della comunione che viviamo e siamo chiamati a vivere nelle nostre case e in comunità. Quando respiriamo questa bellezza che tende sempre a un amore che da vita e non sta nella sterilità, allora stiamo vivendo veramente un legame forte con la comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito, allora stiamo vivendo una vera esperienza di fede.
Del tuo Spirito Signore è piena la terra. Così il Salmo ci ha aiutato a cantare. Ma queste parole possono essere vere se veramente viviamo e gustiamo in questa giornata (e non solo) questi tre aspetti che rivelano come lo Spirito sempre ha accompagnato il nostro cammino, sempre lo ha preso per mano, per condurlo verso la gioia vera, la gioia di sapere, di sentire soprattutto come in questo cammino non sono solo, ma il Signore è vivo e cammina accanto a noi! Questa è la gioia cristiana che ci porta non a essere autoreferenziali, chiusi e critici, ma essere veramente sale e sapore nel mondo, uomini e donne di luce, di verità, uomini e donne che vivono nella carità, nell’amore che Dio da sempre ha avuto e continua ad avere per ognuno di noi.
 

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